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Come l’intelligenza artificiale cambia la tua vita

Foto di Alex Knight da Pexel

Indice

Presentazione

Benvenuto in questo nuovo post. Oggi ci occuperemo di scoprire insieme il mondo dell’intelligenza artificiale cercando di capire prima di tutto di cosa si tratta e, in secondo luogo, analizzando tutte le applicazioni reali che stanno effettivamente cambiando le nostre vite di tutti i giorni.

Cos’è un’intelligenza artificiale

Sono sicuro che anche tu, almeno una volta nella tua vita, avrai sentito parlare di intelligenza artificiale. Che sia stato in TV, a scuola o sul web, non c’è dubbio, queste due paroline messe insieme ci affascinano come poche altre cose.

Probabilmente questo è dovuto alla concezione che i vari film di fantascienza hanno plasmato in noi. Fatto sta che, effettivamente, l’intelligenza artificiale al giorno d’oggi è in grado di fare grandi cose anche se in maniera diversa da come ce lo immaginiamo.

Ma, abbandoniamo per un momento l’immaginazione e spostiamoci su qualcosa di più teorico e formale. Cerchiamo di dare una definizione di Intelligenza Artificiale:

“L’intelligenza artificiale (o IA) è una disciplina appartenente all’informatica che studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono la progettazione di sistemi hardware e software capaci di fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusivamente umana”

Definizione di Wikipedia

Detto ciò, da quest’ultima, ci accorgiamo di come l’intelligenza artificiale non sia altro che una disciplina.

Infatti, per quanto possa sembrare strano, dietro l’IA non c’è nulla di magico.

Piuttosto, il tutto è fondato esclusivamente sui principi della programmazione informatica che grazie agli enormi passi da gigante fatti negli ultimi anni, è riuscita ad alimentare e supportare una tale tecnologia.

Ma, la componente più interessante della precedente definizione è senza dubbio l’ultima parte.

Infatti, il grande passo in avanti consiste nel programmare le macchine in modo da poter svolgere operazioni riservate finora solo all’uomo. Queste operazioni, come vedremo, possono variare dal riconoscere un oggetto fino a decidere se una transazione bancaria è potenzialmente fraudolenta.

L’intelligenza artificiale al giorno d’oggi

Dopo averti annoiato con un po’ di teoria, passiamo alla pratica e cerchiamo di capire come l’intelligenza artificiale sta attualmente rendendo le nostre vite più semplici senza che ce ne accorgiamo. 

L’ IA e il mondo dell’intrattenimento

Quante volte ti è capitato di ricevere un suggerimento o un consiglio automatico riguardo il prossimo film da vedere o la prossima canzone da ascoltare? Sicuramente moltissime volte.

Ebbene sì, dietro queste “raccomandazioni” ci sono dei veri e propri sistemi software in grado di collegare moltissimi elementi allo stesso tempo per fornirti un consiglio quanto più accurato possibile.

Prendiamo il caso di Spotify che, grazie all’intelligenza artificiale è riuscito a elaborare la famosa “Discover Weekly” una playlist personalizzata per ogni utente in base agli ascolti della settimana precedente.

Bene, se pensi che tutto sia inutile, dovresti sapere che questa playlist è stata ascoltata da 40 milioni di persone solo durante il primo anno. Insomma, l’IA non solo migliora l’esperienza dell’utente ma riesce anche ad essere un punto di forza per il business che la implementa.

Ma come funziona questo meccanismo di raccomandazioni?

Il modo in cui l’algoritmo sceglie le canzoni da consigliarci è estremamente complesso. Infatti, esso attinge a moltissimi dati contemporaneamente combinandoli fra loro in modo da costruire una relazione perfetta.

Per i più curiosi, ecco uno schema del funzionamento complessivo:

Se tutto questo ti spaventa, tranquillo, non sei solo. In ogni caso, senza entrare troppo nel dettaglio, ci accorgiamo che Spotify combina dati attingendo sia dai propri database sia da fonti esterne come news, blog post e molto altro.

Oltre a estrapolare opinioni, informazioni e dettagli da queste fonti, come accennato, combina questi dati sfruttando la relazione dell’utente rispetto ad altri utenti e rispetto ad altre canzoni o generi musicali.

In questo modo, Spotify così come Netflix, tanto per citarne un paio, è in grado di migliorare la nostra esperienza utente. Se questo argomento ti ha incuriosito, ti invito a dare un’occhiata all’articolo di Outside Night che spiega nel dettaglio il processo appena descritto.     

Come l’IA protegge il tuo denaro 

Un altro settore in cui l’intelligenza artificiale ha avuto un grande sviluppo è dato sicuramente dal contesto bancario.

Infatti, come accennato, l’IA viene spesso applicata per determinare transazioni fraudolente effettuate con carte o conti rubati. Ma come fa una macchina a capire se sono io o un ladro a comprare un oggetto online? Beh, anche in questo caso la risposta va ricercata nei dati.

In effetti, pensandoci, cosa può avere di peculiare una transazione effettuata da un ladro?

Sicuramente, un indirizzo IP insolito. Ma questo non basta. Possiamo pensare ancora al luogo geografico da cui viene effettuato l’acquisto o al tipo di acquisto effettuato. Questi dati insieme a molti altri in possesso degli algoritmi in questione, permettono ai computer di creare dei pattern di spesa insoliti e quindi potenzialmente fraudolenti.

In questa maniera è possibile bloccare in anticipo determinate transazioni o ancora avvisare preventivamente l’utente chiedendo ulteriori conferme di autenticazione.

Insomma, anche in questo, l’IA va incontro alle esigenze del consumatore. Non a caso si stima che VISA, utilizzando l’intelligenza artificiale, sia riuscita a bloccare transazioni fraudolente per un totale di 25 miliardi di euro, una cifra incredibile. Ancora una volta ti consiglio un prezioso articolo di paymentsjournal per approfondire l’argomento.  

Può un algoritmo salvarti la vita?

Nel titolo abbiamo parlato di come l’intelligenza artificiale possa cambiarti la vita tuttavia, non sono rari i casi in cui questa tecnologia possa anche salvartela.

Ebbene sì, hai indovinato, un altro campo di applicazione dell’IA è la medicina. In particolare, essa viene impiegata sia in fase di diagnostica di una malattia sia nel momento in cui è necessario fornire la cura adatta al paziente in questione.

Ancora una volta alla base di tutto ci sono i dati. Grazie ad essi, infatti, è possibile “istruire” i computer in modo far capire loro quando il corpo presenta una certa patologia.

Pensiamo ad esempio ai tumori. Dando in pasto agli algoritmi di Machine Learning migliaia di dati e di immagini relative ai casi passati, sicuramente la macchina, alla fine dei giochi, sarà in grado di stabilire con una buona precisione la diagnosi corretta per un paziente futuro.

Tutto questo è reso possibile dal fatto che le macchine hanno la possibilità di processare milioni di informazioni al secondo. Dunque, rifacendoci al nostro esempio, l’algoritmo potrebbe far riferimento a tutti i dati collezionati confrontandoli istantaneamente con il nuovo caso da analizzare.

Le conseguenze di quanto detto possono essere una maggiore efficienza della sanità supportata da un abbassamento dei costi. Non a caso, secondo un’indagine di mercato di Accenture, si stima che la sanità USA entro il 2026 potrebbe risparmiare 50 miliardi di dollari grazie ad applicazioni di intelligenza artificiale sia nell’ambito dell’attività medica sia per quanto riguarda la sicurezza informatica negli ospedali.

Ancora una volta stiamo parlando di cifre grossissime che potrebbero essere impiegate per migliorare altri aspetti della società.

Altre applicazioni reali

Senza dilungarci ulteriormente, passiamo velocemente in rassegna altri campi di applicazioni di questa fantastica tecnologia:

  • Automobili a guida autonoma nonché sistemi di monitoraggio dell’automobilista, sistemi di frenata intelligente, videocamere smart, sistemi di allerta e di parcheggio assistito.
  • Supporto ad avvocati e notai in fase di revisione di contratti, ricerche legali e per prevedere l’esito di un’udienza
  • Smart city
  • Sistemi di rilevamento di mail spam o di phishing

Che dire, abbiamo capito che l’intelligenza artificiale può davvero essere impiegata in ogni settore o contesto lavorativo per migliorarlo e perfezionarlo.

Come non farsi rubare il lavoro da un’IA

Ormai dovresti saperlo, ogni evoluzione tecnologica porta con sé grandi stravolgimenti sociali.

Come spesso accade in questi casi, molti lavori o mansioni diventano obsolete. Pensiamo ad esempio alla figura del postino che spedisce le lettere oppure ai commercianti di cd musicali o ancora ai negozi per noleggiare film. Si tratta di figure completamente deprecate da internet e dalla digitalizzazione.

Quindi, anche se probabilmente l’avvento dell’intelligenza artificiale non è paragonabile a quello di internet, sicuramente porterà con sé grossi cambiamenti e consequenzialmente potrebbe far sparire per sempre dei posti di lavoro tutt’ora attivi. Questo, infatti è uno dei motivi per cui alcune persone non hanno una buona considerazione di questa tecnologia nonostante i notevoli vantaggi che essa può apportare alle nostre vite.

Come al solito la soluzione non è denigrare il progresso ma, quindi, come fare in modo che l’intelligenza artificiale non ti rubi il lavoro?

Consigli pratici

L’idea, come al solito, è quella di restare sempre aggiornati e non dare mai per scontato la propria posizione lavorativa o impiego.

Infatti, solo in questo modo è possibile venire a conoscenza delle tecnologie più avanzate e con maggiore prospettiva.

Un lavoratore che conosce questi sviluppi ha diverse possibilità:

  • può muoversi in anticipo specializzandosi nel suo campo di interesse. In questa maniera il suo ruolo resterebbe comunque indispensabile per l’azienda in questione
  • può imparare qualcosa di nuovo cambiando in maniera radicale il proprio impiego
  • nel caso di imprenditori o proprietari di piccole e medie imprese, l’adozione di queste tecnologie può addirittura aumentare fatturati ed efficienza rispetto alla concorrenza. Dunque, si potrebbe pensare di adottare l’IA nel proprio business.

Inoltre, ricorda che per quanto un algoritmo possa essere performante, presenta molte difficoltà nel momento in cui è costretto ad uscire da “schemi fissi” o a gestire interazioni sociali complesse. Quando si necessita di flessibilità, l’uomo è insostituibile.

Dunque, riepilogando, ecco una serie di consigli per evitare che l’intelligenza artificiale ti rubi il lavoro:

  • continua costantemente ad aggiornarti
  • sviluppa la creatività e tutte quelle skills people-oriented
  • impara a conoscere le nuove tecnologie
  • abbandona la tua comfort zone e apri i tuoi orizzonti
  • evita lavori facilmente “automatizzabili”

A tal proposito, uno studio di Oxford ha stilato una classifica delle professioni in base al rischio di informatizzazione.

Fra i mestieri con più elevata probabilità di sostituzione da parte di software, algoritmi o robot ci sono operatori di call center, revisori contabili, commessi di negozio, scrittori di documentazione tecnica e agenti immobiliari.

Al polo opposto si trovano dentisti, terapisti ricreativi e allenatori sportivi.

Non a caso, stiamo parlando di mestieri in cui l’interazione tra umani è un punto cruciale

Accogli e scopri la tecnologia

Che dire, ormai lo abbiamo capito, è assolutamente necessario documentarsi e restare aggiornati. Per questo motivo, mi sento di consigliarti alcuni libri interessanti sull’argomento.

Stiamo parlando di “Intelligenza artificiale. Guida al futuro prossimo” di Jerry Kaplan e “Intelligenza artificiale for Dummies” di Luca Massaron e John Paul Mueller.

Il primo dei due si concentra principalmente sui prossimi sviluppi e sulle applicazioni reali mentre il secondo prova a spiegare anche alcuni concetti più tecnici per chiunque abbia voglia di implementare queste tecnologie in maniera concreta.

A prescindere da quali siano le tue esigenze, leggendo e imparando potrai essere sempre un passo in avanti rispetto alla maggior parte delle altre persone, dunque, non perdere questa occasione.

Conclusione

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A presto.

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